
Sul versante nord dell’Etna, poco sopra Piano Provenzana, cammini letteralmente dentro una colata di lava solidificata che ha meno di 25 anni: quella dell’eruzione 2002-2003. È il motivo per cui questa è l’escursione più raccontabile disponibili, prima ancora di essere la più economica.
L’eruzione durò da fine ottobre 2002 al 29 gennaio 2003 e viene ricordata come una delle più esplosive degli ultimi cento anni. Si aprirono contemporaneamente bocche su entrambi i versanti: due coni principali sul versante sud, a circa 2.750 e 2.800 metri di quota, e una serie di circa 12 bocche eruttive sul versante nord, lungo quella che viene chiamata “bottoniera”. Sul versante nord, la lava raggiunse Piano Provenzana in poche ore, distruggendo quasi completamente la stazione turistica che vi sorgeva e circa 250 ettari di pineta, fermandosi a circa 5 chilometri dal centro abitato di Linguaglossa dopo circa dieci giorni di avanzata.
Il percorso attraversa il campo di colata solidificata e le bocche eruttive che si formarono in quei giorni: un paesaggio di roccia lavica nera, quasi priva di vegetazione, con i segni ancora leggibili di dove il fronte lavico si è fermato. È un’escursione che unisce la componente geologica a quella storica recente, a differenza del trekking ai crateri sommitali del versante nord, che spinge più in alto verso la zona sommitale vera e propria, qui l’obiettivo dichiarato è proprio il campo eruttivo del 2002.
Quello che rende particolare questa escursione rispetto a un trekking generico sull’Etna è la giovinezza geologica del terreno che attraversi: meno di 25 anni contro le colate più antiche che coprono buona parte del resto del vulcano. Sulla lava del 2002 la vegetazione non ha ancora ricolonizzato quasi nulla, a differenza di colate più vecchie dove iniziano a comparire licheni e le prime piante pioniere. È un dettaglio che una guida esperta sa raccontare sul posto, mostrando dove si fermò esattamente il fronte lavico rispetto al bosco che lo circonda ancora oggi.
Con una durata di circa 3 ore e una quota di partenza già relativamente alta a Piano Provenzana, il dislivello da percorrere a piedi resta contenuto rispetto alle altre escursioni della famiglia trekking, che arrivano fino a 6 ore. Il terreno, però, resta irregolare (blocchi di lava, cenere compatta, tratti in salita non asfaltati) quindi anche questa versione “breve” richiede scarpe chiuse con suola robusta, non semplici scarpe da città. Non è richiesta esperienza di trekking pregressa, ma una minima abitudine a camminare su terreno accidentato aiuta a godersela senza fatica eccessiva.
Il biglietto comprende l’ingresso al parco dell’Etna, una guida del vulcano e i bastoni da trekking. Dura circa 3 ore, la metà o meno rispetto alle altre escursioni ai crateri sommitali della famiglia, ed è cancellabile gratuitamente fino a 24 ore prima.
Questa è l’escursione più breve tra le cinque escursioni guidate ai crateri sommitali. La ragione pratica è la durata più contenuta e la quota di partenza già relativamente alta a Piano Provenzana, che riduce il tempo di cammino necessario rispetto alle escursioni più lunghe. Se stai confrontando tutte le opzioni, il quadro completo con durate e caratteristiche è nella guida al trekking ai crateri sommitali.
Il punto di partenza è Piano Provenzana, nel comune di Linguaglossa, a circa 1.810 metri di quota, sul versante nord del vulcano, diverso dal Rifugio Sapienza usato dalla funivia e dalle escursioni del versante sud. Se arrivi da Taormina o dalla costa ionica nord, questo versante è spesso il più diretto; i dettagli sono nella guida su come arrivare all’Etna.
Anche con una durata più contenuta, il terreno resta lavico e irregolare, e la quota comporta un calo di temperatura netto rispetto alla costa: consulta cosa portare per un’escursione sull’Etna e quota e clima dell’Etna prima di prenotare, così arrivi equipaggiato senza dover improvvisare sul posto.
Confronta le opzioni e scegli la quota